La pioggia batteva forte contro le finestre del piccolo commissariato di periferia.

La porta si aprì lentamente.

Una bambina entrò da sola.

Piccola.
Bagnata.
Stringeva un vecchio orsacchiotto marrone così forte che le nocche erano diventate bianche.

L’agente Marco alzò appena lo sguardo dai documenti.

“Tesoro… ti sei persa?”

La bambina non rispose.

I suoi occhi erano rossi dal pianto.

Dietro di lei non c’era nessuno.

Marco si alzò subito.

“Dove sono i tuoi genitori?”

La bambina abbassò lo sguardo verso l’orsacchiotto.

“Papà ha detto di aspettarlo… ma non torna più.”

Il commissariato diventò improvvisamente silenzioso.

Un’altra agente si avvicinò lentamente.

“Come ti chiami?”

“…Sofia.”

Marco si inginocchiò davanti a lei cercando di rassicurarla.

“Va tutto bene, Sofia. Hai un indirizzo? Un numero?”

Lei scosse piano la testa.

Poi strinse ancora di più l’orsacchiotto.

Ed è lì che Marco la vide.

Una piccola medaglietta argentata cucita vicino al collo del pupazzo.

Il suo volto cambiò immediatamente colore.

Pallido.

Gli occhi spalancati.

Le mani tremanti.

L’altra agente lo guardò confusa.

“Marco… che succede?”

Lui prese lentamente la medaglietta.

Sul retro c’era inciso un nome.

“Luca Bianchi.”

Marco smise di respirare per un secondo.

Quel nome.

Nessuno lo sentiva da dieci anni.

Perché Luca Bianchi era il poliziotto scomparso misteriosamente durante un’operazione segreta.

E soprattutto…

era il fratello di Marco.

La bambina alzò lentamente gli occhi verso di lui.

“Papà mi ha detto che se succedeva qualcosa… dovevo trovare te.”

Il cuore di Marco si fermò.

“C-cosa hai detto?”

Sofia infilò la mano nella tasca del cappotto e tirò fuori una piccola chiave dorata.

“Papà ha detto che tu saprai aprire la porta.”

Marco sentì il sangue gelarsi.

Perché conosceva quella chiave.

Apriva il vecchio deposito abbandonato fuori città.

Il luogo dove suo fratello era stato visto l’ultima volta.

E proprio in quel momento—

tutte le luci del commissariato si spensero.

La bambina sussurrò tremando:

“Lui ci ha trovati…”

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